PNSD: un abito da modellare a misura di scuola

A cura di Laura Neri, Animatore Digitale dell’IC Monte Rosello Alto di Sassari.

Quando una scuola opera in un contesto territoriale cosiddetto ‘difficile’, ogni proposta nuova sembra sempre una sfida insormontabile, un’impresa alla Mission Impossible, dove gli attori principali, se non soccombono, ne escono comunque con un bel po’ di traumi e lesioni!

Se da proposta nuova si passa poi a proposta innovativa le cose si complicano ulteriormente, i paradigmi diventano più oscuri e lì si entra inesorabilmente in territori tra la magia e l’eroismo, in cui, per venirne fuori, sarebbe auspicabile, per non dire necessaria, un’alleanza di potenza pari a quella immaginabile, per esempio, tra Harry Potter e gli Avengers (per rimanere in tema di citazioni cinematografiche).

La persuasione di alcuni colleghi e, più in generale, del personale della scuola, all’utilizzo delle tecnologie nella prassi quotidiana – ormai giustamente disillusi dall’ennesima riforma, dal milionesimo tentativo di rivoluzione del sistema, con la velata (a volte neanche troppo) insinuazione che la ‘versione precedente’ del modello organizzativo e formativo servisse a poco o niente – non richiede infatti solo sforzi fisici e mentali allo stremo della resistenza, ma spesso il reperimento di potenti formule e pozioni magiche!

Mi spiego meglio, con un caso banale ma, a mio avviso, sufficientemente emblematico: convinco il collega di Scienze, esausto del disinteresse a lezione dei ragazzi di una terza media, che le molecole potrebbero diventare più allettanti se presentate attraverso un video sulla LIM e una lezione costruita, per esempio, come attività di gruppo, incentrata su ricerca e selezione in classe di materiali digitali a tema; ops!, il docente mi ricorda che in classe c’è la LIM, ma, ahimè, è stato rubato il proiettore il mese scorso; no problem!, insisto io: la modalità BYOD dà sempre ottimi risultati anche in questi casi di carenza di dotazioni tecnologiche in classe; altro dettaglio: manca la connessione ad internet e qui la situazione inizia a complicarsi; attingo a tutte le mie riserve di inventiva e creatività, ma non mi viene altro da suggerire se non il ricorso alla connessione personale dei ragazzi, auspicando che le famiglie siano favorevoli ad un suo utilizzo per la didattica (mi ripeto intimamente e con convinzione, mentre espongo la proposta al collega, che io da mamma lo sarei!); ma quando mi spiega che in classe sono presenti tre ragazzi ROM che, non solo non hanno il cellulare, ma non portano mai neanche libri e quaderni, ed è presente anche una discreta percentuale di ragazzi che non dispongono di device personali e/o di connessione, ecco che non mi rimane che interpellare i migliori maghi di tutta la saga di Harry Potter per poter trovare la formula che mi aiuti a coniugare tecnologia e IMPOSSIBILITA’ di usarla!

Pensate che io mi sia arresa troppo in fretta?

Errore!

In separata sede, e dopo aver ringraziato il collega per la disponibilità ad un confronto su “molecole-versione-innovativa-no-possible”, rifletto a lungo e ragiono proprio sulla parola innovazione, riflessione supportata dal lungimirante aforisma di Karl Raimund Popper: “La consapevolezza non inizia con la cognizione o con la raccolta di dati o fatti, ma con i dilemmi”.

Ed io ho un mio dilemma di partenza, come Animatore Digitale: il dilemma è proprio l’innovazione, non di per sé, come concetto o teoria, ma collocata nell’hic et nunc di una scuola fragilissima sul piano del digitale e delle infrastrutture.

Mi si apre un mondo, una serie di riflessioni, dilemmi si aggiungono a dilemmi, ma la consapevolezza pare una luce lontana, quasi irraggiungibile.

E tra le tante, frenetiche letture, compare una vecchia conoscenza: il mio docente di Comunicazione Pubblica dell’Università, Prof. Piero Dominici (pierodominici.nova100.ilsole24ore.com), scrive da anni sul tema e le sue intuizioni sull’importanza di educare alla complessità e al pensiero critico (cit. – www.techeconomy.it – 2016/04/05) iniziano progressivamente a dare un senso al mio pensiero, a fargli acquisire una traiettoria più definita:

– i dilemmi di Popper (e quelli di Potter!) volgono verso una maggiore consapevolezza del mio ruolo e dei miei compiti non solo come docente, ma anche come “promotore di azioni nell’ambito della progettazione, sicurezza, privacy, copyright, ambienti di apprendimento, connettività, fundraising, orientamento e carriere, cittadinanza digitale, sviluppo pensiero computazionale, robotica, risorse educative aperte, formazione e accompagnamento, digital literacy, inclusione,…”, ossia come Animatore Digitale (spero che, dal su citato elenco, solo parziale, della azioni spettanti all’AD, chi di voi ritenesse il mio riferimento a magia ed eroismo, inappropriato al contesto, si sia, almeno in parte, ravveduto);

– la politica dell’inclusività prende il ruolo di possibile soluzione dell’esclusività digitale o digital divide;

– l’innovazione tecnologica assume un ruolo non prioritario rispetto all’urgenza di un’innovazione di tipo culturale (cit.);

Invito, a tal proposito, a leggere integralmente l’intervento del Prof. Piero Dominici per cogliere aspetti di maggiore complessità e legami sociali-culturali-logici-umanistici più profondi e articolati di quanto io non sia stata in grado di rappresentare.

Riconosco di aver divagato, indegnamente, sui grandi sistemi, ma mi servono/ci servono chiavi di lettura più ampie per interpretare il cambiamento e riadattarlo sulla base dei contesti in cui operiamo, a volte così lontani dai cambiamenti proposti (?) dall’alto.

Quindi, torno con i piedi per terra e mi chiedo: quale innovazione per la mia scuola, istituto comprensivo con 900 alunni, 100 docenti e meno della metà di personale ATA, sita nel quartiere periferico del Monte Rosello Alto di Sassari?

Forse la chiave di lettura è pensare all’innovazione, in termini di destabilizzazione (“Innovare significa destabilizzare” – cit.) e non, banalmente, di rincorsa schizofrenica agli ultimi device tecnologici da applicare alla didattica o alla gestione della documentazione amministrativa.

E destabilizzare, nella micro-società complessa della mia scuola e del suo territorio, potrebbe essere ‘semplicemente’ un lavoro strutturato di auto-analisi e auto-critica, individuale e in team, una ricerca di metodologie davvero utili all’attività formativa ed organizzativa, in cui la tecnologia rappresenti uno strumento utile di lavoro, non il suo obiettivo.

Lo ammetto: nella mia scuola non siamo tutti e del tutto pronti ad una vera rivoluzione digitale, in senso letterale, ma come docenti e, più in generale, come persone (Dirigente e Direttore SGA, compresi) che lavorano in una scuola ‘difficile’, ritengo, consapevole del rischio di apparire presuntuosa, che siamo già operativi in termini di soluzioni innovative, pronti cioè ad accogliere le sfide, a interpretarle in modo critico, a ricercare soluzioni condivise e condivisibili, inclusivi verso studenti, famiglie e territorio, in quanto termometro delle esigenze del quotidiano e della vita reale. Sentiamo l’onere di sforzarci per offrire alla nostra utenza strumenti concreti e utili di riscatto sociale e culturale.

Alla luce di un’esigenza sempre più forte di creare comunità di interesse, occasioni di incontro, contesti di comunicazione e di informazione, siano essi reali o virtuali, l’Animatore Digitale, il Team per l’Innovazione, la Dirigenza, i singoli docenti, il personale ATA, compiono i loro primi passi nell’ambito delle azioni del PNSD, contenitore cui dare un senso, una personalità plurima e differenziata, sulla base delle diverse realtà territoriali delle scuole in cui esso viene letto, interpretato, adattato e, infine, adottato. Un abito insomma da modellare su corpi diversi, per garantirne la migliore vestibilità.

Proviamoci, anche se il ruolo di sarto non è contemplato tra le mansioni dell’AD!

Tutta questa logorroica premessa per segnalare ai colleghi Animatori Digitali – che non abbiano abbandonato la lettura del mio post molti capoversi prima (avreste tutta la mia comprensione) -, che il mio lavoro come AD verrà periodicamente registrato al seguente link: pnsdmonteroselloalto.wordpress.com.

Spero che qualcosa possa esservi utile.

Grazie per la vostra paziente attenzione.

Laura Neri, AD dell’IC Monte Rosello Alto – Sassari

Storytelling step by step

(Contributo originale di Anna Rita Vizzari)

Le sezioni in cui si articola il presente contributo sono le seguenti (cliccando si approda alle singole sezioni):
A) Che cos’è e a che cosa serve lo Storytelling.
B) Tipologie di “prodotto” di Storytelling.
C) Fasi e step dello Storytelling.
D) Strumenti utili per lo Storytelling.
E) Esempi e link utili sullo Storytelling a scuola.
F) Bibliografia essenziale sullo Storytelling.
Per una rappresentazione visuale schematica sull’argomento, vedere il Prezi Lo storytelling in infografica dinamica.

https://prezi.com/ljhx4dafsjpq/lo-storytelling-in-infografica-dinamica/
Presentazione su prezi.com

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  A) CHE COS’È E A CHE COSA SERVE LO STORYTELLING

Lo Storytelling è il procedimento del narrare una storia con obiettivi precisi:

Obiettivo Esempio
Comunicare Le procedure per fare qualcosa.
 Persuadere Della bontà di un’idea.
 Documentare I processi didattici durante un determinato percorso.
 Meta-riflettere Sul proprio atteggiamento durante le azioni riprese.

Qua ci interessa particolarmente il Digital Storytelling, ossia la narrazione che viene effettuata con strumenti digitali: questa categoria a volte viene considerata di per sé stante e altre volte viene considerata comprensiva di altre fra quelle sotto riportate, il cui nome fa riferimento al medium o allo strumento al quale si ricorre per la narrazione.

Green Screen Storytelling Video Storytelling Graphic Storytelling
Web Storytelling Story Mapping Visual Storytelling
Social Media Storytelling Transmedia Storytelling Multiplatform Storytelling

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https://openclipart.org/detail/237996/package B) TIPOLOGIE DI “PRODOTTO” DI STORYTELLING

Quali tipologie di “prodotto” si possono realizzare con il Digital Storytelling? Eccone alcune.

Booklet/Flipbook eBook Fumetti
Infografiche Slideshow Mappe
Sketchbook Scrapbook Cartoon
Podcast Podcast video Video
Tutorial Videotutorial Machinima
Narrazioni aumentate Narrazioni nei social Trailer

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  C) FASI E STEP DELLO STORYTELLING

In genere, quando si parla di prodotti legati allo Storytelling si individuano 3 fasi:
1) Pre-produzione,
2) Produzione,
3) Post-produzione.
In questo articolo si individuano 7 step: a seconda del “prodotto” che si intende realizzare, qualche step si può saltare. Va detto anche che l’attribuzione degli step all’una o all’altra fase varia nelle fonti.

Fase Step Step
Pre-produzione 1) Progettazione: individuazione di obiettivi e destinatari
2) Progettazione: soggetto
3) Progettazione: sceneggiatura e/o storyboard
Produzione 4) Realizzazione: creazione dei singoli media
5) Realizzazione: montaggio
Post-produzione 6) Post-produzione: labor limae
7) Diffusione e condivisione

Vediamo ora i singoli step.

Step 1) Progettazione: individuazione di obiettivi e destinatari
Bisogna individuare il target:
– se intendiamo comunicare: che cosa vogliamo comunicare a chi?
– se intendiamo persuadere:  chi vogliamo convincere e a fare che cosa?
– se intendiamo documentare: quale processo/operazione/percorso vogliamo documentare a chi?
– se intendiamo meta-riflettere: su quale aspetto vogliamo attivare una riflessione metacognitiva e con chi?

Step 2) Progettazione: soggetto
Si tratta di un breve testo o di una mappa che sintetizza la trama. Spesso si parte da un problema per mostrare a quali soluzioni si è approdati.
Quando si sta per raccontare una storia, si effettuano delle scelte (consapevoli o meno) riguardo ad alcuni elementi di Narratologia, per esempio il rapporto fra fabula (ordine cronologico degli eventi) e intreccio (narrazione): farli coincidere oppure ricorrere a espedienti come analessi (flashback), prolessi (flashforward), ellissi?

Step 3) Progettazione: sceneggiatura e/o storyboard
La sceneggiatura è generalmente un testo con una formattazione funzionale, contenente le battute dei personaggi e le indicazioni per la regia; lo storyboard è una sceneggiatura visuale. A seconda del prodotto che si intende realizzare, si può ricorrere anche soltanto a una delle due tipologie di progettazione.

Step 4) Realizzazione: creazione dei singoli media
A seconda del tipo di prodotto che si è scelto di realizzare, cambia la combinazione di elementi che vi dovranno confluire: nella tabella sottostante si propone una ripartizione per tipo di medium.

Tipo Elementi
 

Testi

  • Narrazioni.
  • Titoli.
  • Sottotitoli.
  • Vignette.
  • Didascalie.
  • Post.
  • Testi in sovrimpressione.
 

Immagini

  • Fotografie.
  • Disegni.
  • Schizzi.
  • Clipart.
  • Icone.
  • Carte geografiche.
  • Grafici.
  • Screenshot (immagini catturate dallo schermo).
  • Ritagli.
 

Audio

  • Registrazioni vocali.
  • Sintesi vocali.
  • Sottofondo musicale.
  • Effetti sonori.
 

Video

  • Registrazioni video.
  • Screencast (registrazioni delle videate).
  • Animazioni.
 

Altro

  • Link ad altri contenuti.
  • Link a social media/network.
  • Realtà aumentata.

Step 5) Realizzazione: montaggio
A questo punto viene realizzato il prodotto finale, assemblando i diversi media indicati nella tabella dello Step 4 (immagini e/o video, testi, musiche, audio etc.).
Particolarmente nella fase di montaggio, è bene tenere conto dei Principi del Mayer per evitare il sovraccarico cognitivo:

Principio Descrizione
Multimedialità

Meglio parole e immagini che solo parole.


Contiguità spaziale

Parole e immagini corrispondenti nella stessa schermata / pagina.

Contiguità temporale

Parole e immagini corrispondenti meglio simultanee che successive.

Coerenza

Evitare parole, immagini e/o suoni non strettamente correlati.

Modalità

Meglio animazioni + narrazione audio che animazioni + testo in sovrimpressione.


Ridondanza

Meglio animazioni + narrazione audio che animazioni + narrazione audio + testo in sovrimpressione.

Bisogna inoltre assicurarsi che i propri prodotti  e la loro condivisione (ad esempio nel blog) non violino la Legge:
1) Privacy e liberatorie,
2) Copyright e Copyleft,
3) Cookie Law.

Step 6) Post-produzione: labor limae
Consiste nella correzione e nella limatura del prodotto finale, generalmente utilizzando gli stessi strumenti dello step precedente.

Step 7) Diffusione e condivisione
Consiste nell’upload del prodotto mediante il servizio di sharing più adatto alla tipologia. In genere questi servizi forniscono contestualmente l’opzione di condivisione nei social più noti.

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  D) STRUMENTI UTILI PER LO STORYTELLING

Riguardo ai dispositivi, non servono  strumentazioni specialistiche, ormai, in quanto è sufficiente anche lavorare in assetto BYOD (Bring Your Own Device): smartphone, tablet, notebook, netbook.
Per ogni dispositivo e sistema operativo esiste una gamma di software (sw), applicazioni (app) e webware (ww). Un repertorio di strumenti (organizzati per tipologia) è su www.pearltrees.com/vizzanna/narrare/id15507345.

Immagine
Repertorio su www.pearltrees.com

Riguardo alle attrezzature, per la realizzazione di video più sofisticati si può contemplare un “Chroma key set” (o “Green screen set”). Di che cosa si tratta? Di un allestimento con uno sfondo (generalmente verde, ma anche blu) davanti al quale vengono effettuate le riprese delle persone. In post-produzione si può così isolare lo sfondo dalle persone, per modificarlo (inserendo per esempio uno scenario).

Immagine
Schematizzazione dell’uso del Chroma Key Set

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 E) ESEMPI E LINK UTILI SULLO STORYTELLING A SCUOLA

In Inglese

In Italiano

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F) BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE SULLO STORYTELLING

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Le icone utilizzate in questo articolo sono tratte da openclipart.org con licenza Creative Commons Zero 1.0. Per gli opportuni riferimenti a ciascuna di esse, vedere il testo alternativo all’immagine stessa.

Edugames per classicisti… Learning is fun!

Come sostengo da tantissimo tempo ormai, le discipline classiche possono trovare nella tecnologia un validissimo supporto, ma attualmente grazie alle numerose risorse on line della categoria edugames è possibile rendere l’apprendimento/insegnamento di tali discipline ancora più accattivante e motivante.

Tra i lavori realizzati dagli Animatori Digitali del Corso PNSD C2 AD Pertini CA, ho apprezzato diverse Learning Apps dedicate al mondo classico, opera delle professoresse M. Rosa Orrù A.D. del Dettori e Donatella Ferrara A.D. del Siotto di Cagliari. Le professoresse, che insegnano Latino e Greco nel liceo classico, si sono cimentate nella creazione di numerosi edugames e hanno sperimentato nelle loro classi con esiti molto positivi anche varie tipologie di Learning Apps dedicate appunto al Latino e al Greco.

Rendiamo di seguito disponibili come esempio per la fruizione on line alcuni dei lavori delle professoresse, che ringrazio tanto per l’operosità e la collaborazione, con la speranza che si diffonda sempre di più l’utilizzo di tali strumenti nella didattica delle discipline classiche:

a. Ripasso di letteratura greca (M.R. Orrù)

b. Personaggi delle tragedie greche (M. R. Orrù)

c. La commedia antica (M.R. Orrù)

d. Attenti ai verbi! (D. Ferrara)

e. La notte della repubblica (D. Ferrara)

f. La prima declinazione greca (D. Ferrara)

Ad maiora!

 

PNSD… Uno sguardo d’insieme sul percorso (AD C2 Pertini CA)

Per chiudere un’altra parentesi formativa ripercorro le tappe del nostro percorso (AD C2 Pertini CA) e ne sintetizzo le tappe più significative.

Il Modulo 1,  inerente all’area Strumenti, è prevalentemente incentrato sugli spazi scolastici e relativa gestione. Aule, Laboratori, Biblioteche… tutto va verso una nuova configurazione. Perché tanta enfasi sullo spazio? Ormai è evidente. Rendere gli spazi ambienti ottimali in cui vivere la vita scolastica è un’esigenza fortemente sentita, ma non basta: occorre anche un cambiamento di rotta nella gestione degli stessi e nell’approccio didattico, che non può più essere unicamente quello della lezione frontale. Diamo un’occhiata a tutte le risorse segnalate in pearltrees pnsdsardegna.eu all’url breve tinyurl.com/gmy5tl5 per avere un quadro ad hoc, ma possiamo anche dire che tutti noi in realtà stiamo già toccando con mano buona parte di questi aspetti nella nostra realtà scolastica.

Molto interessanti tra le news i toolkit del MIUR di recente inserimento: Schoolkit Come progettare uno spazio alternativo per la didattical’importanza dello spazio… e le Soluzioni Hardware ad hoc.Tra le news la scelta di una Stampante 3D può essere molto utile e coinvolgente per i ragazzi in un’ottica di FabLab. E per i software è inevitabile scegliere tra le numerose opzioni di webware che già stiamo testando con successo per e con le nostre classi.

La Generazione Digitale quindi cresce e richiede innovazione, ma servono anche garanzie di sicurezza e privacy. Vediamo ta le risorse anche le novità introdotte da identità SPID www.spid.gov.it che renderà agevole e semplice accedere a tutta la P.A. e non dimentichiamo la Privacy tra i banchi di scuola!

Ma se le risorse finanziarie non sono sufficienti? La parola chiave ormai è fundraising. Ci sono piattaforme dedicate cui ricorrere per realizzare velocemente un progetto dii raccolta fondi. Tutto questo si trova nell’area ad hoc www.pnsdsardegna.eu/corso/moduli/modulo-sullarea-strumenti/

Il Modulo 2 è inerente all’Area competenze e contenuti ed è prevalentemente incentrato sul ruolo della tecnologia tanto nei curricula scolastici nell’insieme quanto nelle singole classi. Il punto di partenza è che la tecnologia sta già modificando le attività di insegnamento e di apprendimento nel complesso e per questo sono più evidenti attualmente diverse necessità cui occorre far fronte e a cui la scuola deve prestare attenzione: soprattutto l’importanza della Cittadinanza digitale attraverso l’utilizzo corretto e sicuro di tutti gli strumenti e delle risorse più attuali, media in generale e social network in particolare. Compito della scuola quindi è conoscere e far conoscere  tutto ciò che può essere veramente funzionale nella gestione e nell’implementazione della didattica (piattaforme, webware e affini) e adeguarvi  anche il curricolo nell’ottica dell’inclusione e dell’apertura al territorio.

Per dare un’occhiata ancora a  tutte le risorse segnalate, vediamo i pearltrees inseriti in pnsdsardegna.eu all’url breve tinyurl.com/h8w9tc8  così da avere un quadro d’insieme anche per fare scelte mirate nelle nostre realtà scolastiche.

Sono molto interessanti tra le news gli spunti internazionali per colmare il divario digitale femminile, tanto che molti progetti si stanno avviando in in tale direzione: segnalo il progetto. eu Hypatia (www.expecteverything.eu/hypatia/who-we-are), le iniziative Erickson per l’inclusione (sportellodsa.erickson.it/per-le-scuole-home/per-le-scuole-testo) e la sezione USR Sardegna alternanza scuola – lavoro per il secondo biennio scuole secondarie di II grado (www.sardegna.istruzione.it/alternanza.shtml)

Anhe tutto questo lo troviamo nell’area ad hoc all’url www.pnsdsardegna.eu/blog/category/modulo-competenze-e-contenuti;  ciascuno quindi può reperire quanto serve e declinarlo in base all’ordine e al grado di appartenenza.

Il Modulo 3,  infine, relativo all’Area Formazione e accompagnamento  è il momento conclusivo del percorso che porta il lavoro svolto dalle scuole verso l’esterno:  on line l’area è definita nel dettaglio in piattaforma PNSD Sardegna Area ad hoc.

Uno spazio notevole è stato dedicato in particolare  al sistema BYOD di cui sono stati sperimentati utilizzo, individuale e di squadra, per testare nuovi modelli di interazione e apertura della scuola all’innovazione.  Ma diversi modelli innovativi già da qualche anno sono operativi anche sul nostro territorio  e ne stiamo sperimentando le funzionalità: i progetti ITec, le Avanguardie Educative, gli scambi con ETwinning e affini hanno sortito risultati interessanti su cui tutta la comunità scolastica dovrebbe riflettere.

E proprio diffondere  e far conoscere tali risultati  è fondamentale per coinvolgere attivamente tutte le componenti del mondo della scuola; a tal fine documentare adeguatamente le esperienze realizzate è assolutamente necessario dentro e fuori la scuola.

Un aspetto a me molto caro, last but not least: creare legami, tra cui reti e consorzi,  è diventato condizione necessaria per  mettere insieme forze, per condividere percorsi e materiali, per crescere insieme e per ottenere risorse. Questo per noi docenti è salutare. E anche nel nostro piccolo aver lavorato insieme e  cooperato  nel percorso  intrapreso tra Animatori Digitali ha gettato le basi di una proficua condivisione e crescita comune, aspetto che reputo il più proficuo tra tutti e per questo ringrazio ancora  tutti gli Animatori Digitali per la grande disponibilità.

Per dare uno sguardo d’insieme infine ai materiali istituzionali del modulo  si veda  sempre www.pearltrees.com/vizzanna/formazione-accompagnamento/id15682605#l904 e per quanto riguarda invece i miei contributi personali si veda il mio PearlTree  personale, sempre in progress.

Un abbraccio a tutti

Buona estate e sempre… Ad Maiora!

 

Essenze, piante e tecnologia… all’IPSSS Pertini CA

All’IPSSS Pertini di Cagliari da anni è attivo un progetto per la valorizzazione del giardino antistante la scuola a cura di un esperto che guida un gruppo di alunni (ed ex alunni), fra i quali alcuni con abilità diverse. Fra gli alunni anche un ragazzo diversamente abile con il pollice particolarmente verde che quest’anno terminava il suo percorso di studi al Pertini: l’insegnante che lo ha seguito in tutti questi anni ha pensato di realizzare per lui, con la collaborazione dell’Animatore Digitale della scuola prof. Alessandro Congeddu, un percorso di preparazione all’esame di stato sfruttando le potenzialità didattiche delle App create con la suite on line Learning Apps, concretizzando quindi un’importante esperienza di integrazione della tecnologia nella didattica.
Lo studente ha sostenuto in giardino la prova orale dell’esame di stato, rispondendo a domande inerenti alla coltivazione e alla cura di essenze aromatiche e piante ornamentali da lui amorevolmente curate in questi anni scolastici. Un grande esempio!

Alcune delle App create sono fruibili on line come segue:

a. Essenze e piante del giardino scolastico

b. Cruciverba in giardino

Allo studente i nostri complimenti e un ringraziamento particolare al prof. Alessandro Congeddu con l’invito ad estendere quanto prima, nella veste di AD del Pertini, la preziosa esperienza a tutti i Colleghi!

Telegram per la scuola

Sfruttare un servizio di messaggistica anche per l’ambito scolastico può essere un’interessante opportunità di apertura per la comunità scolastica e nel contempo una modalità fluida di fruizione informazioni in tempo reale, a condizione che ci sia garanzia di sicurezza del servizio.

A tal fine abbiamo sperimentato in C2 AD Pertini CA il servizio offerto da Telegram. Prof. Andrea Prost (AD del Liceo artistico Foiso Fois di Cagliari, che ne cura lo spazio dedicato al digitale)  ha attivato ben 2 mesi fa il canale Telegram del Liceo Artistico:  in via sperimentale  notifica ai docenti circolari e notizie utili. Risultando molto utile, pratico, semplice e gratuito, funziona da archivio delle circolari emesse, sempre a portata di mano.

Sempre con Telegram ho deciso di aprire tempo fa in via sperimentale il canale Graeci docent su news e info varie delle culture classiche cui si accedeva privatamente. Ora lo rendo pubblico per tutti coloro che fossero inreressati:  chiunque abbia installato Telegram potrà aggiungersi al canale cercando @Graecidocent.

E infine per una sintesi veloce dei vantaggi e della sicurezza di Telegram condividiamo l’infografica on line realizzata da prof. Andrea Prost (AD del Liceo artistico Foiso Fois di Cagliari), attraverso un confronto con altro sistema di messaggistica, all’url breve Infografica TELEGRAM.

 

 

 

 

 

“Rimandato a settembre”

Una volta, a fine anno scolastico, per gli alunni era una minaccia temuta, tale da rovinare le vacanze estive di molte famiglie, invece noi del corso 1 AD di Sassari, abbiamo deciso di rinviare l’ultimo incontro a settembre per validi motivi, il primo dei quali la chiusura dell’a.s. con tutte le sue incombenze, tra cui una valutazione serena, trasparente ed oggettiva degli alunni e gli esami alle porte.

E proprio per gli impegni improrogabili, la frequenza del 6° incontro ha subito alcune defaillance numeriche, involontarie a livello di decisione personale, a conferma, però, che il corso meritava uno spostamento a settembre. Leggi tutto ““Rimandato a settembre””

Un mondo di… Podcast & Co.

Si condivide Padlet “Un mondo di… podcast & co.” su attività  che possono proporsi alla comunità scolastica

on line all’url:

https://padlet.com/annarepr/podcast

Inoltre ecco un podcast Innovation Talk di corso pnsd Team Innovazione Motzo Quartu S. Elena (CA) in canale PodOmatic all’url breve:

http://tinyurl.com/zdwbsfe

 

Corso AD Istituto Mossa – Panoramica competenze

All’inizio e alla fine del corso sono stati realizzati dei questionari conoscitivi e valutativi sulle competenze dei corsisti.

Ecco una panoramica su alcune delle competenze valutate.

Link a “Statistiche AD Istituto Mossa” su Pearltrees

Il 30 maggio all’insegna del Byod e… non solo

Maggio si conclude nell’incontro del 30 del Corso 1 AD di Sassari, all’interno del quale i Docenti mostrano interesse per la possibilità di sperimentare una forma di BYOD ad ogni livello scolare e tra di noi c’è chi lo attua da tempo, anche nella scuola primaria, come risulta dai dati del grafico riguardante la metodologia didattica applicata dai nostri Corsisti, dati desunti dal rilevamento iniziale di profilatura dei Docenti iscritti al corso.
Link al grafico:
9 di loro, pari al 33.3% attua questa modalità, anche se dal grafico non emerge la regolarità e l’approvazione o meno da parte degli alunni. Però non è una parola sconosciuta, anzi la definirei “sensibile” e dall’incontro è scaturita una riflessione corale, che ha messo in luce sia le positività metodologiche, analizzate all’interno delle esperienze descritte nel 3° ambito, sia le varie criticità, soprattutto tecnologiche, che frenano i Docenti a voler intraprendere questo cammino tecno-metodologico. Leggi tutto “Il 30 maggio all’insegna del Byod e… non solo”